Diritti civili a Bari

diritti_civiliLe città inclusive non discriminano donne, migranti ed omosessuali: le città che includono lasciano libere le energie e valorizzano i talenti, lasciandoli liberi di creare.
L’amministrazione cittadina non può introdurre nuovi diritti, ma può lavorare sul proprio territorio, affinché si sviluppi al suo interno “un clima sociale aperto, positivo, dinamico, dove le persone trovino facilità a inserirsi e si sentano stimolate a proporre, a provare, a misurarsi”.
Bari può diventare leader in Italia per i diritti civili, con la creazione di un “Ufficio contro le discriminazioni”, dando corpo alla carta di Lisbona, che vieta le discriminazioni per sesso, orientamento sessuale, razza, etnia, religione.
Un ufficio contro le discriminazioni che abbia il compito di studiare e di raccogliere dati sui fenomeni di discriminazione, e di attivare azioni concrete, per educare la cittadinanza al rispetto di genere, di orientamento sessuale, di etnia, di religione.
Un ufficio contro le discriminazioni, soprattutto, che porti la nostra città ed il nostro paese più vicini all’Europa multietnica e multiculturale.
L’Ufficio del genere può essere finanziato con strumenti europei, con un costo diretto per la nostra città davvero minimo e con una straordinaria efficacia sul territorio e sulle persone.
Da Bari parte una idea nuova di società, che include tutti i cittadini e non fa graduatorie tra i discriminati. Affrontare il problema delle discriminazione e delle pari opportunità a 360° è la strada del futuro, perché consente di mettere sullo stesso piano diritti sociali e diritti civili, economia e qualità della vita.

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